Livorno – Seconda giornata di presentazioni per il Livorno Calcio e oggi, sabato 11 luglio, è toccato al nuovo allenatore amaranto, ovvero Cristiano Lucarelli, che torna sulla panchina dell’Ardenza dopo la breve esperienza nel 2017. Tra i temi toccati durante la conferenza il suo legame profondo con Igor Protti, uno dei motivi principali per cui ha deciso di venire a Livorno, e ovviamente i suoi progetti sportivi per la prossima stagione.
“Se nell’ultima esperienza sono stato il tifoso Lucarelli, questa volta sarò soprattutto allenatore perché per me quest’anno, ma penso un po’ per tutti noi, sarà il primo anno senza il nostro punto di riferimento e sappiamo tutti chi è. Questa stagione per me nasce con la voglia di onorare un personaggio che per noi è stato fondamentale dentro al campo, ma soprattutto fuori dal campo. Tutte le nostre energie devono essere utilizzate per il bene e i risultati del Livorno Calcio, che è quello che lui ha sempre voluto più di ogni altra cosa” e sulle difficoltà degli ultimi anni Lucarelli aggiunge: “Ci sono state delle difficoltà tra la tifoseria, la proprietà e tutte le varie componenti. Io credo che quest’anno abbiamo tutti il dovere di deporre l‘ascia di guerra e pensare soltanto a quello che è giusto e a quello che avrebbe voluto quella persona lì. Spero sia una cosa fatta da tutti perché credo che abbiamo la necessità di ridare a quella persona ciò che lui ha dato a noi per tanti anni”.
L’arrivo a Livorno di Lucarelli nasce nell’ultimo mese ed ha una data molto specifica come snodo fondamentale: “Io di base per una serie di motivi vorrei svolgere la mia professione fuori dalla città di Livorno, in primis perché qui per me era il luogo dove riposare e stare con gli amici. Fino al 12 di giugno non avrei mai pensato di venire a lavorare qua, poi quello che è successo a Igor ha totalmente rovesciato le dinamiche e dopo quel giorno sono stato io a chiamare il presidente per dirgli che ero a disposizione del Livorno perché “un amico” me lo aveva chiesto”.
L’arrivo dei due fratelli Lucarelli a Livorno nasce in modo separato: “Il mio arrivo e quello di Alessandro sono completamente slegati. Lui ieri diceva di essere in contatto con il presidente da due o tre anni. Io fino ad un mese fa non avevo mai valutato l’idea di allenare il Livorno e nemmeno il presidente di chiamarmi, quindi sono due storie diverse. Chiaramente siamo felici di lavorare insieme e lui sa che sono molto esigente perché a casa mia voglio fare una bella figura."
Sul progetto sportivo e sulla stagione il tecnico è molto chiaro: “La stagione sarà molto difficile per varie ragioni, tra cui le nuove regole economiche che sicuramente non avvantaggiano piazze importanti come quella di Livorno. Siamo in ritardo su vari fronti, lo sappiamo tutti, però stiamo lavorando veramente tutto il giorno per trovare i giocatori più adatti al Livorno."
In generale nella costruzione della nuova rosa si partirà da 3 o 4 giocatori già presenti e che sono stati ricontattati: “il nostro obbiettivo è confermare 6 o 7 elementi dell’attuale rosa, anche per non dover inserire 20 giocatori nuovi, che non è mai semplice. Ne abbiamo già individuati 3 o 4 che ci sembrano adatti e stiamo lavorando in questo senso.”
Tra i confermati mancherà sicuramente Federico Dionisi, sul suo addio Lucarelli precisa: “Con Federico ci ho parlato proprio stamattina per spiegargli la situazione. La scelta è dovuta ad una serie di fattori tra cui il salary cup e l’impostazione tattica che voglio dare alla squadra. Altre motivazioni personali non ci sono.”
Sulle caratteristiche dei giocatori da prendere i dubbi sono pochi: “Servono giocatori e persone con coraggio perché per giocare bene serve coraggio. Servono giocatori che rischino la giocata, rischino l’uno contro uno. Voglio una squadra aggressiva, determinata e cattiva, che rispecchi il carattere di questa gente e di questa città”.
Su questo argomento Lucarelli lancia un appello ai calciatori livornesi in giro per l’Italia: “A questi giocatori dico che quest’anno c’è una grande opportunità perché quest’anno per noi è un anno importante e particolare. Se qualcuno di questi giocatori livornesi vuole venirci ad aiutare, magari per diventare il nuovo Lucarelli o Protti, ovviamente conoscendo i nostri principi, è ben accetto.”
Uno dei giocatori livornesi potrebbe essere Pavoletti: “Magari, ma ho letto una sua intervista in cui diceva che ha qualche problema fisico da dover risolvere. Credo che soprattutto un livornese per venire qua deve avere la voglia di salire quegli scalini e deve stare molto bene fisicamente per poter dare il massimo per questa maglia.”
Poi tornando alla costruzione della squadra il nuovo tecnico del Livorno commenta: “Parlando con i due Alessandro (Lucarelli e Doga ndr) siamo d’accordo nel dover intervenire soprattutto nel reparto offensivo e li ho chiesto di fare il massimo sforzo a livello di mercato. Quello è un reparto in grado di far crescere l’intera squadra. Il calcio moderno è fatto di intensità e di qualità tecniche soprattutto nel reparto d’attacco. Servono giocatori che sopportino la fatica per 100 minuti, ma che sappiano anche giocare a calcio.”
Sui portieri del Livorno per la prossima stagione una scelta è già stata presa: “Arriverà un portiere esperto che andrà a lavorare con i due giovani che sono un asset societario importante. Dovremo essere bravi poi noi a valorizzarli e in questo l'allenatore dei portieri ci potrà aiutare.”
Autore: Andrea Mercurio / Twitter: @amarantanews
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